Note sull’opera di LORELLA CALZOLARI

a cura di Silvia Petronici Gavagai

 

L’idea che Lorella Calzolari ha della ricerca artistica è senz’altro un’idea dinamica e complessa.  I linguaggi in cui questa autrice esprime la sua ricerca, infatti, sono diversi, dalla grafica e il disegno, alla fotografia, la scultura e la pittura. 

Questo sito si propone di rappresentare questi molteplici interessi dedicando ad ognuno un apposito capitolo.

 

Un nota sul capitolo riservato al design.  Qui l’impegno costruttivo e scultoreo è relativo e qualitativamente parallelo alla ricerca grafica, come accade del resto in tutta l’opera di questa artista.  Dalla ricerca artistica pura, infatti, Calzolari deriva un patrimonio di forme e abilità tecniche che confluisce nella produzione di oggetti d’uso, pezzi unici e multipli, come letti, tavoli e sedie, della linea Legniditerra.

Un tema fondamentale dell’intera opera di questa autrice nei suoi diversi linguaggi è, infatti, la terra.  Terra intesa in senso simbolico, come terra delle origini e dell’origine. Dell’uomo, della specie, di ogni più piccola parte del senso della vita.  E terra intesa in senso materiale, come ciò di cui siamo fatti, ciò di cui è fatto il mondo. 

L’uso di realizzare personalmente i propri progetti è abbastanza insolito nell’ambito del design ma non del tutto isolato;  certo, il risultato non intende collocarsi nell’ambito della produzione industriale ma, nel caso specifico, in quello proprio della scultura.  Gli oggetti di questa serie conservano, infatti, solo occasionalmente la propria  connotazione funzionale e procedono su quell’interessante crinale in cui arte, artigianato e design condividono gli esiti della stessa ricerca formale e semantica oltre la sperimentazione di tecniche e materiali.

 

A proposito della fotografia, questa sezione raccoglie una scelta di fotografie in bianco e nero e a colori realizzate rispettivamente tra il 1981 e il 1984 allo scopo di fornire una chiave di lettura sull’intero percorso artistico seguito fino ad oggi da Lorella Calzolari.

Le fotografie, infatti, rientrano, per la scelta delle inquadrature, per i volumi e i rapporti spaziali, nel percorso di ricerca che condurrà questa autrice ai successivi sviluppi nella pittura e nella scultura.  C’è, soprattutto nella serie dei portoni, l’uso linguistico della fibra del legno come segno e linea che in seguito sarà approfondito oltre l’osservazione naturale in ambito puramente formale. Lo stesso può dirsi, con un maggiore peso simbolico, per le spaccature della terra.

Nelle fotografie, inoltre, c’è un percorso narrativo interessante.  Si parla di luce e spazio, solitudine ed equilibrio.  Gli elementi architettonici accanto agli elementi naturali, la natura riflessa sul vetro delle finestre sono elementi sintattici di un discorso visivo che la giovane Calzolari fa sull’osservazione stessa. 

L’artista dall’altra parte dell’obiettivo osserva e riproduce i suoi stessi dubbi, le incertezze del suo sguardo, le sue intuizioni.  Usa la fotografia come mezzo espressivo di un discorso privato che ancora non è sciolto in una dimensione più esteriore e plastica, come lo sarà nelle fasi successive della scultura e della pittura.  Le frasi brevi di questo discorso, le sue parole trasparenti restano annodate ai pensieri, e la narrazione che ne deriva è sottile come il mondo che sottopone ad analisi con questo mezzo (come farà poi con gli acquerelli). 

 

Della scultura di Lorella Calzolari diremo che in essa prevale un forte interesse per la forma.  Questa nell’insieme della sua opera è il risultato di una ricerca grafica acuta e accurata che prendendo le mosse dall’osservazione della natura ne isola gli elementi salienti per poi liberarsi dal vincolo realistico e seguire strade di figurazione inesplorate e aperte. 

Il contenuto descrittivo della forma, nella serie dei rilievi in piano, è, inoltre, sempre controbilanciato da una importante passione per la materia.  Quest’ultima immette nelle forme a sua volta un contenuto sia estetico sia significante.  Insomma è anche, e a volte soprattutto, attraverso la materia che la scultura acquisisce la sua portata complessa di segno.  E la materia qui è il legno e le sue derivazioni industriali e postindustriali. 

Un altro aspetto importante nella scultura del legno di questa autrice è l’uso del colore. 

La superficie in rilievo dipinta con pennellate piene e pastose di colore acrilico puro è poi successivamente sottoposta ad una serie di passaggi:  è graffiata, spazzolata, incisa con una punta metallica, trattata con le cere.  Lo scopo è quello di ottenere un effetto di usura e imperfezione.  L’imperfezione, il graffio, l’incisione appena visibile dentro la forma, sono elementi fondamentali di questa scultura nel suo complesso e, in genere del lavoro grafico e pittorico di questa autrice.  Sono, in effetti, possibili due livelli di osservazione di questi lavori, uno sguardo d’insieme e uno più ravvicinato.  La materia, in questa prospettiva ravvicinata, più intima e sensoriale, in cui si svelano i segni e le incisioni, è, a sua volta, un universo di altre forme tutte contenute nella forma globale dell’opera. 

Nel linguaggio dei rilievi in piano prevale la materialità, il lato sensoriale del tema della terra. La dimensione maggiormente conoscitiva e simbolica di questo tema ricorrente, invece, prevale nella pittura, nel ciclo degli acquerelli su cemento su tavola

 

A proposito dell’ambito specifico della pittura, infine, si può far riferimento alla seguente nota critica scritta nel settembre 2007 in occasione della presentazione della nuova serie di acquerelli al Palazzo del Principe di San Sebastiano Curone (Al).

                                                                         

Linee cosmiche, linee d’ordine sottile.

Note sull’opera pittorica di Lorella Calzolari

 

L’intento che anima i quadri di Lorella Calzolari è paesaggistico e alchemico contemporaneamente.   Le linee che definiscono le forme come pure visioni hanno la forza di antichi segni segreti.  La rappresentazione è quella di un mondo sottile che permane al di sotto e in mezzo al mondo comune dei fenomeni apparenti, i paesaggi sono quelli di altri mondi permanenti e contemporanei al nostro e lontanissimi nello spazio e nel tempo.

Le linee sono pertanto linee cosmiche nel senso della definizione di un ordine semplice e primario nel caos delle impressioni sensoriali.  I corpi colti da questo ordine sintetico compongono paesaggi interiori così interni da essere appena percepibili, la loro consistenza è sostanzialmente aerea, il loro peso vapor acqueo.

Le regole di questo ordine sottile sono frattali e la sua espansione è disciplinata allo stesso ritmo profondo della natura.  Come alberi e conchiglie accrescono il loro volume secondo regole iscritte nel loro dna così la struttura stessa dell’universo si espande attraverso di essi, dentro le conchiglie, tra i rami degli alberi.  E nei quadri di Calzolari è proprio questa espansione ad essere colta nella sua dimensione strutturale profonda e semplicissima.  Ci sono, infatti, l’eco di quelle conchiglie ancestrali, la curva di crescita dell’albero, la Gerusalemme celeste, popoli futuri che ci osservano curiosi,  il pianto delle balene,  ideogrammi illuminati al tramonto.

Questa è la materia concettuale della sua ricerca, questi gli elementi a disposizione manipolati in infinite combinazioni e scomposizioni grafiche fino a giungere alla conquista di una forma dall’animo sciamanico.  Una forma che può condurre lontano oltre il visibile nello spazio profondo del non apparente. 

La bellezza ha molto a che fare con tutto questo, con ciò che non si vede con le linee cosmiche.  Nelle opere di Lorella Calzolari la bellezza è tutta espressa dall’acqua, è una sfumatura, un’emozione di colore tenue che resta sulla superficie dipinta.  È nell’intento è nella ricerca.  In ciò che si intuisce oltre lo spazio del quadro, nella visione del mondo, nella sua solidità, nella certezza dei suoi fondamenti. 

L’ambito privilegiato della ricerca artistica di Lorella Calzolari è la scultura e questo resta evidente anche in ambito pittorico dove è importante la scelta del supporto.  È utile infatti una nota sulla tecnica;  la tecnica risulta da una ricerca espressiva che ha dato esiti interessanti nell’uso insolito della pittura ad acquerello realizzata su tavola di legno preparata con gesso o cemento bianco steso a spatola.   L’effetto finale è quasi quello di un’antica pittura murale, la superficie irregolare aggiunge alla forma quel senso di tempo e segreto che corrispondono alla natura stessa del racconto che l’autrice intende fare con il complesso del suo lavoro.

Pertanto nell’opera di Calzolari è un dato evidente e significativo quanto la ricerca sulla tecnica sia profondamente connessa a quella concettuale tanto da conferire alla resa estetica complessiva una forte intensità.